ULTIMA USCITA
[...] Nel breve saggio che oggi vede la luce, ho creduto opportuno di raggruppare, presentandole assieme, le due forme leggendarie che investono la figura di Ovidio, quella letteraria e quella popolare. Il Comparetti parlando di Virgilio, volle troppo recisamente separarle credendole indipendenti l’una dall’altra. Io ho riflettuto che le finzioni intorno ad Ovidio non provengono sempre dalla scarsa ed imprecisa nozione che il popolo ha di Lui, ma nascono e fluttuano nell’ambiente letterario dei bassi tempi ed arrivano sino a noi senza subire alcun processo di scontinuità, senz’alterazioni di trapasso tranne quella dovuta a cause d’indole locale e subiettiva. La leggenda ovidiana è pur sempre il frutto della fantasia del popolo, ma di quella fantasia che non lavora a vuoto o a caso, ma si appoggia alla tradizione (quando non rivesta forme mitologiche) ed in tale misura, che il fortuito, l’accidentale, il fantastico è sempre contenuto dentro la necessità generale e, si potrebbe aggiungere, storica della finzione.
G. Pansa
G. Pansa