DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
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Una galleria di personaggi femminili che, nel bene e nel male, hanno lasciato il segno nella storia, nell’arte e nella società: Tulliola, Amalasunta, Lady Godiva, Melusina, Properzia de’ Rossi, Isabella De Luna, Molly Malone, Dido Elizabeth Belle, Francesca Scanagatta, Sara Goodridge, Valtesse De La Bigne, A Vecchia ’e Mattavona e le altre, Lidia Poët, Marthe De Florian, Amélie Élie, Alma Mahler, Edina Altara, Hedy Lamarr.
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“I due volumi che pubblico adesso contengono il racconto della scoperta del nuovo mondo, e del progresso fattovi dall’armi, e dalle colonie Spagnuole. Questa è non solamente la porzione più splendida della Storia Americana, ma è anche così staccata, che forma un tutto da se medesima, degno d’osservazione per l’unità del soggetto. Siccome in questa parte della mia opera si spiegano i principj, e le massime degli Spagnuoli nel piantare colonie, che sono poi stati in qualche maniera adottati da ogni nazione in Europa; ciò servirà come d’opportuna introduzione alla storia del loro stabilimento in America, e darà intorno a questo importante articolo di polizia, quelle notizie che possono essere non men curiose, che interessanti.”
William Robertson, 1777
William Robertson, 1777
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Questo saggio storico sull’omicidio di Giacomo Matteotti affronta uno degli eventi più drammatici della storia d’Italia da un punto di vista molto originale: quello dei mezzi di informazione e di manipolazione dell’opinione pubblica. Bonifacio Della Rocca riesce a coniugare il rigore della ricerca d’archivio con l’ampio respiro della più autorevole analisi storica, mettendo a confronto la stampa di regime con quella di opposizione e scandendo giorno per giorno le fasi di un crimine che svelò il vero volto del fascismo.
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[...] Nel breve saggio che oggi vede la luce, ho creduto opportuno di raggruppare, presentandole assieme, le due forme leggendarie che investono la figura di Ovidio, quella letteraria e quella popolare. Il Comparetti parlando di Virgilio, volle troppo recisamente separarle credendole indipendenti l’una dall’altra. Io ho riflettuto che le finzioni intorno ad Ovidio non provengono sempre dalla scarsa ed imprecisa nozione che il popolo ha di Lui, ma nascono e fluttuano nell’ambiente letterario dei bassi tempi ed arrivano sino a noi senza subire alcun processo di scontinuità, senz’alterazioni di trapasso tranne quella dovuta a cause d’indole locale e subiettiva. La leggenda ovidiana è pur sempre il frutto della fantasia del popolo, ma di quella fantasia che non lavora a vuoto o a caso, ma si appoggia alla tradizione (quando non rivesta forme mitologiche) ed in tale misura, che il fortuito, l’accidentale, il fantastico è sempre contenuto dentro la necessità generale e, si potrebbe aggiungere, storica della finzione.
G. Pansa |